Alcune recensioni... quelle che ho rintracciato! 
RECENSIONI DI BELLE SCEME!

1)"Belle sceme!": abbandono e riscossa
per Maria Masella il destino è... donna
di Gigliola Reboani
... Un romanzo divertente, simpatico e positivo, "Belle sceme!" di Maria Masella (ed. Corbaccio). Che regala ad ogni donna lasciata (o che lo sarà) la speranza della 'resurrezione'. Pagine esilaranti, mai drammatiche neppure quando potrebbero indulgere al tragico; scritte con una prosa moderna e accattivante...
http://www.popolis.it/PrintNotizia.aspx?IDNEWS=51572

2)Andrea (29-03-2009)
Il romanzo di Maria Masella è tra quelli che nobilitano e riscattano il genere della "chick lit". E' una storia divertente e piena di spunti di riflessione sulla dipendenza amorosa del genere femminile, tale da spingersi anche a negare le qualità di intelligenza e sensibilità.La trama è costruita con spirito di finissima geometria , ma non in modo meccanico.Particolarmente efficace l'idea del racconto da parte di voci diverse dello stesso episodio, che ne fanno un "Rashomon" sentimentale.Consigliato a tutte e tutti; ed istruttivo per i maschi, che, confrontandosi con la figura di Umberto potranno trarre grande profitto, oltre che piacere, dalla lettura.
Voto: 5 / 5
http://www.ibs.it/code/9788879729611/masella-maria/belle-sceme.html

3) Articolo di: Sara Missorini 
... Immagini e storie di donne che nella loro vita professionale e sociale brillano come stelle, ma che - inevitabilmente - quando si tratta d’amore scivolano sulla buccia di banana e si innamorano sempre dell’uomo sbagliato. Frizzante e divertente fin dal titolo, questo libro, ironico e per niente patetico con l’esordio in cui la protagonista stessa si rimprovera dicendo a se stessa: “Bella scema!” di fronte uno specchio del bagno dell’aeroporto. E che dire dell’ambientazione scelta dall’autrice? Una Genova descritta nei dettagli come solo chi ci è nato e vissuto può descrivere. Genova con i vicoli diroccati ma ricchi di persone di ogni nazionalità, di colore e di mercatini in piazza, di odori e di sapori che emergono ma man che il lettore scorre le righe. 
http://www.mangialibri.com/node/4735

4) Il Recensore.com
 Consigli di lettura
"Belle sceme", la Genova di Maria Masella
di Redazione il 23 marzo 2009
Un mondo femminile che ruota intorno alla protagonista quello di “Belle sceme” (Corbaccio, 2009), tutte donne di età compresa tra i 20 e 30 anni che sanno combinare solo pasticci. ... Scenografia costante di tutte le sue opere Genova, che in quest’ultimo romanzo presenta le sue mille sfaccettature. Una Genova multietnica fatta di vicoli, ma anche città borghese in cui l’aspetto tradizionale ha un forte valore, in cui Laura è sballottata a seconda delle situazioni. 
http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/03/%E2%80%9Cbelle-sceme%E2%80%9D-la-genova-di-maria-masella/


5) 'Belle sceme' di Maria Masella     
Un libro che parla di donne e sentimenti. Che possono trasformare anche le persone più intelligenti in ingenue.          
23 marzo 2009 
 di Alberto Pezzini 
... Questa è una storia di femmine. Con i loro umori, le loro manie e la loro forza sorprendente. Solo che stavolta questa forza magica e misterica della donna l'hai voluta far vedere un poco venata. Di sentimento, mica di una ruga di debolezza. Si vede bene che di fragilità femminile qui non ce n'è manco un'unghia. In queste pagine hai anche intagliato alcuni ritratti maschili.
http://www.mentelocale.it/23307-belle-sceme-di-maria-masella/

6) Questo libro lo regalo all'amica... single
su Donna Moderna (25/3/2009)
di Elena Dallorso
Genova fa da cornice alle storie di laura, Lucy, Maura, Pupa (ma anche Giovanna, attrice in disarmo, e di Lamarinetta, mamma di laura e Lucy, che offre pronto soccorso a chi è in crisi). Tutte in cerca dell'uomo ideale, tutte attratte fatidicamente da quello più sbagliato. E dire che sceme non sarebbero, perlomeno negli altri settori della vita che non hanno a che fare con i sentimenti.


 RECENSIONI DEI NOIR

1) Mystfest 1987
La Giuria ha scelto come secondo classificato Sax, di Maria Masella, autrice già segnalata in passato per l'ottima scrittura, ma un po' troppo incurante dello specifico spionistico.

2) EPOCA n°1916 (25/6/1987)
Nell'articolo "Donna è giallo" di Remo Guerrini
... una "fornitrice" quasi regolare di racconti (asciutti, prosa matura, tutti di terrorismo vissuto dal di dentro) è Maria Masella, genovese, insegnante...

3) da Il Lavoro supplemento di Repubblica 4/12/1999)
Un bel giallo tra i "baroni" di San Martino
articolo di Piero Pastorino
E' un romanzo giallo ambientato a Genova... Il teatro del giallo per buona parte svicola in una zona d'ombra, in un ambiente di studio in Salita Noce, molto prossimo alle facoltà di matematica e fisica a San Martino. Siamo a livello universitario, che l'autrice bene conosce, preso a pretesto per un romanzo-thriller.
 
4) su Morte a domicilio un articolo di Laura Santini  (22/4/2002)
Tra caffé e notti insonni, un perfetto giallo con al centro il classico commissario. Un libro originale, con un buon ritmo di Maria Masella

L'ho letto di notte. Prima di addormentarmi. Ho fatto lo stesso incubo del protagonista al capitolo 5. Sulla fascetta rossa si legge "noir genovese al femminile".
Un giallo incalzante gestito dal commissario Antonio Mariani, poliziotto con la classica vita scombinata: una moglie, troppi tradimenti, una figlia che li fa convivere, Manu.
La mano brillante di Maria Masella, l'autrice, ricostruisce il diario di un caso che sconfina nel familiare, stravolgendo e rimescolando la vita affettiva e lo scarno menage di Antonio Mariani.
Coinvolto in prima persona in una serie di omicidi, da pacchi contenenti articolati messaggi a rebus, il commissario non può fare a meno di lasciare che anche la moglie Francesca, ingegnere informatico, partecipi alle indagini. 
Non è bello svelare di più, perché il gusto della storia sta proprio tra il cosa narra e il come è narrata. Un incalzare di pensieri, dialoghi, lunghi sguardi riflessivi di un uomo verso la sua donna, con cui da molto tempo non parla. Due universi relazionali: un commisariato, una casa.
È un giallo sì, ma è, allo stesso tempo, anche una storia d'amore. Niente di romantico, piuttosto qualcosa di molto concreto al limite del cinico. Gli sguardi di Mariani alla moglie parlano d'amore più di tutte le parole che riesce a dirle: sempre fredde, maldestramente arrangiate e distaccate.
L'intricata trama di messaggi che, il/la serial killer (a voi il compito e il gusto di scoprirne il sesso) manda al commissario, stimola e arricchisce l'intreccio, fa sviluppare con naturalezza i personaggi nei loro profili psicologici e professionali e spinge il lettore a sforzarsi nel tentativo di superare l'équipe di investigatori improvvisati e professionisti.
Cosa c'entrano le camelie (nella foto sotto) in tutto questo?
C'entrano, c'entrano.
Lo scoprirete leggendo il libro. Posso solo ricordarvi brevemente il celebre romanzo "La Dame aux Camelias" di Alexander Dumas, dove l'eroina Marguerite, è nota anche come "La Signora delle Camelie". Essendo allergica ai fiori troppo profumati, la signora porta sempre con sé un bouquet di camelie che, avendo una profumazione molto leggera, non la fanno tossire.
Un piccolo indizio o meglio un'anticipazione del sottile gioco sapientemente costruito da Masella tra le strade genovesi. Un gioco che sarete chiamati a giocare, indipendentemente dalla vostra conoscenza della città, che in questo noir fa da interessante cornice, ma non ruba la scena ai protagonisti. Sarà un gioco, ma soffrirete anche un po' per i personaggi, killer compreso/a.
Un invito alla lettura spassionato per un genere che, personalmente, non amo molto, ma che se sapientemente elaborato, come in questo caso, merita tutta l'attenzione che si riserva ai buoni libri.
http://www.mentelocale.it/5176-nuovo-noir-genovese/


5) Se una fotografia della moglie riempie di dubbi il commissario
articolo di Laura Guglielmi
dal Secolo XIX (14/8/2005)

... Sono gialli famigliari e psicologici quelli della Masella: sanno raccontare le inquietudini delle coppie contemporanee, dove le mogli sono professioniste affermate e i mariti non trovano niente di meglio che tradirle. e si sentono in colpa...

6)PRIMO
Il prequel della fortunata serie del commissario Mariani

recensione di Alberto Pezzini
Le origini di Antonio Mariani, commissario, e di Francesca Lucas, ingegnere e moglie. Forse Maria Masella non ha scritto libro più bello di questa saga familiare andando a ritroso. È un meccanismo strano, questo. Forse la familiarità e la consuetudine con questi personaggi è divenuta talmente profonda da consentirle di scrivere un giallo perfetto. È un meccanismo a scatto. Maria Masella scrive come una matematica lucidissima. Le sue trame sono ragnatele spiate al millimetro. Chissà perché certi matematici possiedono un senso fascinoso e quasi selvatico della scrittura. Nel senso che il loro spirito geometrico ha una faccia diversa, complementare. Che li completa. Mi viene in mente Gadda, oppure Ludovico Geymonat. Uomini di scienza, tutto sommato. Ma con una percezione ultrasottile della scrittura. Ed una visione lucida delle parole così come delle trame.
Masella sa di Genova. Quella di casa, domestica, senza tradimenti verso un’oleografia né un manierismo che la rovini. Ci offre ritratti senza trucco. La focaccia che si mangiano Mariani e la futura moglie, è buona davvero. Ti viene voglia di prendere un mezzo, andare a Genova e comprartela per mangiarla subito. Ma non è solo questo. È che la Masella scrive con la coscienza di un uomo. Il protagonista è un uomo che sente da uomo. Ma c’è una vibrissa lontana, quasi invisibile, che ogni tanto vibra. E fa capire che la sensibilità femminile può fare anche questo. Trasformarsi senza dubbio in una parte maschile. Non sembra neanche che a scrivere di Mariani sia una donna. Il commissario Mariani qui è alle prime armi. Ma è già tutto denunciato nella sua interezza di personaggio. Sta a tutto tondo nelle pagine. Brusco, un po’ selvatico anche lui, innamorato di Genova e del mare. Soprattutto quando è in burrasca ed allora puoi accorgerti di quanto valga davvero una persona. La moglie si comincia ad intravedere, anzi quella che sarà la futura moglie. Ecco, c’è una cosa. Questa coppia che qui germoglia nel suo amore è davvero bella. È un amore semplice, senza complicazioni, almeno qui. Vola in pieno petto questo amore. Come il caso. Qui la Masella ha tracciato una trama che inganna, prende la mente e la porta in mille direzioni. Qui c’è davvero un senso di novità nell’incastro della trama. Non è il solito giallo a cui siamo ormai abituati. Finalmente c’è una scrittrice che costringe il lettore a pensare. Come una volta. Oggi la letteratura di genere non fa più lavorare chi legge. Lo ha mitridatizzato con uccisioni, tagli di arti, serial killer sessuomani ed altro. Manca però quel senso di ricerca del colpevole che faceva scattare una tagliola letteraria, quella contenuta in un giallo di buona fattura. Come un buon formaggio di alpeggio lasciato cagliare lentamente dentro una balla, modesta, di fieno.
Masella torna indietro in una storia che ormai conta un sacco e fischia di libri ma lo fa rinnovandosi per intero. Si ristruttura dall'interno ed acquista vigore, lucidità e fierezza psicologica dandoci un personaggio vero.
Genova si prende un bel commissario che poi sarà pieno di problemi sentimentali dopo. Anche se comuni, problemi decisamente di tanti di noi.
Mariani rivela un senso particolare per le indagini. Una sorta di tormento psicologico che non lo lascia tranquillo se non arriva una schiarita mentale definita, un chiaro di luna su di un mare in burrasca. Francesca però è già presente nella sua vita, quasi come se fosse una presenza da tenersi stretta. È bello come la Masella si intrattiene con i suoi personaggio dandoci per la prima volta anche degli interni di famiglia. Genovese, ma anche umana in generale. È anche in questo caso un giallo domestico, nel senso che ci dà tante occasioni "e questo non è un termine a caso parlando di liguri" per capirci e vederci nudi.
La bellezza del giallo sta anche in questo. In quell'aria di mare e di vicoli puri che sta nelle pagine. In quel senso di genovesità "si può dire ?" che non tradisce mai perché indietro bisogna tornare per stare bene.
Il rapporto di Mariani con la madre è brusco e sincero come il vino. Non ci sono fronzoli, non ci sono inchini. Ci sono una madre ed un figlio con le loro asprezze, i loro rovi (spine in italiano suona meglio ma rende meno) e certi fiori nei sentimenti veri.
Ecco. Questa è la cifra di un giallo veramente che scoppia. Finalmente una vita vera vista da una scrittrice che sa scrivere chiaro. I vocaboli sono punti nitidi, luci precise in un mare stanco di scrittura creativa ormai in disuso.
E finalmente le persone non hanno poteri soprannaturali, o paranormali. Sono persone come noi, semplici, con impacci e difficoltà nei rapporti. Con difetti, paure, insicurezze. Ed una umanità che lascia incantati come davanti ad una foresta che si vede per la prima volta. La forza della semplicità fa di questo giallo, peraltro abbastanza lungo, un libro notevole. I sentimenti non si tengono neanche nel finale. Che è un gioiello di introspezione per quanto è diretto. Dire che la Masella sia una matematica non le rende onore. Cartesio era un matematico e divenne famoso per la sua chiarezza. Tanto che lo spirito francese venne chiamato della chiarezza. Però, e qui viene alla pancia una domanda di botto, come si fa a creare un giallo potente e senza tregua con ingredienti nostrani ? Si fa. Non c’è un’alternativa. Però le parole devono essere semplici, senza un minimo di merletto, e senza una cornicina superflua.
La Masella ha scritto il più bel libro su Mariani e sua moglie Fran. La coppia Franto ha qui una biografia degna di un giallista nuovo.
Oggi la difficoltà maggiore è questa. Potersi dare un imprinting originale, un poco diverso dai soliti. Questa signora dabbene, con i suoi occhiali da insegnante un po' severa, ci regala un libro sul mondo interiore di un commissario. Senza rinunciare ad una bella azione. E soprattutto senza doversi inventare degli effetti speciali. In un mondo complicato, ci fa godere della lettura in maniera semplice. Senza arrancare. Che sia un effetto deformante della geometria ? Che sia un piacere del tutto intellettuale e per pochi ? No. 
E' voglia di scrivere come si faceva una volta. Come faceva il papà di Maigret. Con calma.
http://www.mentelocale.it/22977-maria-masella-come-papa-maigret/

 

 

 

 
 
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