Icuriosità  su Genova


 
GENOVA

Quando mi chiedono di scrivere qualcosa su di me, esordisco con “nata a Genova”. Non è soltanto un dato anagrafico perché la maggior parte delle mie storie, le più amate, sono ambientate nella mia città.

Alcuni vorrebbero una mappa per seguire gli spostamenti di Antonio Mariani, ma nessuna mappa bidimensionale riesce a rendere la stranezza di una città in cui una strada piana è un'eccezione. Luoghi che sulla carta sembrano vicinissimi sono in realtà lontani, spesso si deve scendere a valle e poi risalire percorrendo un altro versante.

Provo a inserirne alcune, aggiungendo anche qualche indicazione

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1) Questura, zona Foce

2) abitazione di Antonio Mariani, zona Quinto

3) abitazione di Emma Mariani, zona Castelletto o Corsi









Percorsi abituali di Antonio e alcuni luoghi ricorrenti.


1) abitazione Antonio

2) Questura

i suoi percorsi abituali quali sono?

O percorre Corso Europa

O la via che costeggia il mare e da Boccadasse verso Ponente è Corso Italia.





Punti interessanti: 7) Boccadasse (Mariani e le mezze verità), 4) a questo incrocio Antonio vede spesso Cabel Oxa (Cartomante e Caso Cuorenero), 6) qui viene trovato il corpo di una ragazza in Io so, 5) la zona Nasche e San Desiderio sono lo sfondo di Mariani e le mezze verità. Il Pifferaio che è uno dei personaggi di Ultima chiamata percorre Corso Europa. E l'Ospedale di San Martino che compare in quasi tutte le storie è in Corso Europa, poco più a ponente del punto 4). La clinica di Recita per Mariani è nella zona di Albaro. E in Albaro abitava Mariani quando era separato dalla moglie.

Che effetto fanno queste mappe ai non genovesi? Sì, le linee sono contorte, spesso spezzate. Perché la città non è di pianura ma di montagna. Apparizione è una collina, San Desiderio è un mazzo di collinette. Dove Corso Europa fa una grana curva, poco più a ponente di 4), c'è San Martino (Ospedale e quartiere) ed è abbastanza alto da gelare quando nevica.














Altri vorrebbero delle foto. Le mie foto sono orrende. E Genova cambia da un attimo all'altro, per effetto delle luci.

Posso, però, parlarvi di “Genova per me”.

Ovunque ci sia una pezza di tela jeans c'è una traccia di Genova. Perché il tessuto jeans è nato qui come tessuto per i camalli, gli scaricatori di porto. Solida, resistente, assorbente. E Antonio Mariani indossa jeans Levis cinquetasche. Il jeans da un lato blu ma dall'altro quasi argentea e screziata, come il nostro mare quando soffia la tramontana. Il colorante originale è l'indaco, importato dai Lomellini, un'antica famiglia mercantile. L'indaco ha una caratteristica, più lo lavi e più diventa brillante. I Lomellini con l'indaco fecero la loro fortuna, tanto che la facciata del loro palazzo in via Garibaldi, un tempo Strada Nuova o Via Aurea, è pittata in azzurro. Alla Famiglia Lomellini e al loro Palazzo, incluso il giardino, mi sono ispirata per la Famiglia Dellaspada.

Quando ero ragazzina, quindi prima del '68, a Genova i jeans si compravano soltanto da Luccarda, negozio-emporio in Sottoripa. Rustici, due tubi dritti dritti, per renderli portabili si indossavano e ci si sdraiava nella vasca piena d'acqua per "metterli in forma".

Ecco, come sempre ho perso il filo! Volevo parlarvi di Sottoripa. Che non è soltanto un luogo fisico, ma un luogo mentale. Purtroppo molto si è perso nei secoli, ma ancora percorrere Sottoripa è un modo per scoprire la città. Due righe di storia: la Ripa maris è frutto di un vero progetto urbanistico, voluto dai Consoli della città nel 1133-1134. Decisero l'erezione di un porticato di dimensioni e materiali ben precisi davanti alle case esistenti. Ai proprietari delle case venne concesso di sovrapporsi ampliando l'abitazione a patto di mantenere pubblici gli spazi sotto il porticato, spazi destinati al commercio., a non chiedere alcun compenso ai mercanti, a non occludere in alcun modo gli archi. La Rpa si estende così da Porta dei Vacca al Molo raggiungendo la lunghezza di 3613 palmi (903 metri) con finanziamenti esclusivamente privati, ma di indubbio interesse collettivo. Alla radice della Ripa venne posto un basamento studiato in modo da servire da argine alla risacca del mare che nel punto più prossimo all'edificio era di soli 4, 5 metri. La Ripa divenne l'affaccio commerciale e nobile di Genova sul mare ed anche l'architettura più significativa della città.

Antonio Mariani e i protagonisti dei miei romance storici percorrono Sottoripa, l'antica Ripa maris: colori, voci, suoni. Anche odori, non sempre piacevoli, perché quando il mare non riceve...

Una curiosità a proposito di opere pubbliche? Nel '300 e fino alla costruzione di Strada Nuova nel  '500, la zona sotto Castelletto era destinata ai postriboli e le meretrici pagavano una cospicua gabella comunale che costituiva un fondo esclusivo per le Opere Pie, come la costruzione e la manutenzione del Molo del porto.

Ho di nuovo deviato ma mi sembrava divertente! E nel rifacimento della pavimentazione di via Garibaldi sono state trovate le fondamenta dei vecchi postriboli.

Garibaldi? Un aneddoto buffo che mi riguarda. In un romance storico ambientato nella prima metà dell'Ottocento, indico un vicolo come "dei Garibaldi". Mi arriva la nota del revisore: "Impossibile." Ho corretto soltanto per non confondere le lettrici e i lettori, ma Garibaldi era una nobile famiglia genovese, originaria della zona di Chiavari (documenti del 1200). Un Garibaldi fu implicato nella congiura dei Fieschi e da un ramo della famiglia emigrata a Nizza nacque il ben noto Giuseppe Garibaldi.

Ma torniamo a Sottoripa! e a quello slargo detto Caricamento. Un tempo, prima della sistemazione "turistica" del Porto Antico con Acquario e Bigo e Museo Galata, si apriva verso la Darsena e c'erano ancora i binari della ferrovia, anche se ormai i treni non passavano più. Ma era una traccia... Quando alla metà del 1800 si costruì la ferrovia Torino Genova, lo scopo principale era servire il porto! La zona antistante Palazzo San Giorgio fu interrata e servì da punto di carico e scarico merci.



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